Nadia, cuoca viaggiante
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🍳🚗 Nadia, cuoca viaggiante
Ricette da bauletto e memorie di mercati
Intervista a cura di R4Forever
R4Forever: Nadia, tu cucini in viaggio. Non in una cucina attrezzata, ma spesso nel bauletto della tua auto. Da dove nasce questa abitudine?
Nadia: Dal fatto che la fame non aspetta il ristorante giusto. E poi cucinare in viaggio è un modo per fermare il tempo. Apro il bauletto, tiro fuori un tagliere, un coltello, due ingredienti presi al mercato del mattino… e il luogo cambia sapore. È come dire alla strada: “Aspetta un attimo, voglio ricordarmi di te”.
R4Forever: Cosa cerchi nei mercati quando viaggi?
Nadia: Le mani. Quelle dei produttori, dei pescatori, delle signore che vendono erbe spontanee. Le mani raccontano più dei prodotti. Se vedo mani che lavorano con cura, compro. E poi cerco sempre un ingrediente che non conosco: è il mio modo di portare a casa un pezzo di viaggio.
R4Forever: Hai una ricetta “da bauletto” che ti rappresenta?
Nadia: Sì: pane, pomodori maturi, olio buono e una foglia di basilico rubata a una pianta incontrata per strada. Semplice, veloce, ma se gli ingredienti sono veri diventa un piatto che profuma di estate e di libertà. È la mia ricetta di emergenza e di felicità.
R4Forever: C’è un luogo che ti ha insegnato qualcosa sulla cucina in viaggio?
Nadia: Un mercato minuscolo in Sardegna. Una signora mi ha regalato un mazzetto di finocchietto selvatico dicendo: “Questo ti porta dove devi andare”. Non parlava del viaggio, parlava della cucina. Da allora uso il finocchietto come bussola: mi ricorda che ogni piatto ha una direzione.
R4Forever: Come si inserisce una Renault 4 nel tuo modo di cucinare?
Nadia: Perfettamente. La R4 non ha fretta, e nemmeno io. È una macchina che ti invita a fermarti, a tirare fuori il cestino, a tagliare una cipolla guardando un panorama. E poi il bauletto è una piccola cucina mobile: ci sta tutto quello che serve davvero. Il resto è superfluo.
R4Forever: Se dovessi dare un consiglio a chi vuole cucinare in viaggio, quale sarebbe?
Nadia: Non complicatevi la vita. Portate pochi attrezzi, ma buoni. Comprate fresco, locale, di stagione. E soprattutto: cucinate dove vi sentite bene. Il sapore cambia se cucini con calma.
R4Forever: L’ultima domanda: cosa significa per te “memorie di mercati”?
Nadia: Significa che ogni mercato è un archivio di persone, odori, accenti. Quando cucino un piatto comprato lì, quel mercato torna a vivere. È come aprire un barattolo di ricordi.