Marta cartografa emotiva
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🚗🗺️ Marta, cartografa emotiva
Dalle mappe ufficiali ai sentieri perduti: dialogo su orientamento, memoria e deviazioni
Intervista a cura di R4Forever
R4Forever: Marta, ti definisci “cartografa emotiva”. Cosa significa davvero?
Marta: Significa che non mi interessa solo dove si va, ma come ci si arriva. Le mappe ufficiali ti dicono la strada più breve. Io cerco quella che ti fa ricordare il viaggio. Una curva che apre un panorama, un ponte che non attraversavi da anni, un sentiero che non era previsto. Disegno mappe che non servono a orientarsi, ma a ritrovarsi.
R4Forever: Da dove nasce questa attenzione per le deviazioni?
Marta: Dalla consapevolezza che la vita non segue mai la linea retta. Le deviazioni sono la parte più vera del viaggio: ti obbligano a rallentare, a guardare meglio, a fare pace con l’imprevisto. Quando traccio un percorso, lascio sempre spazio a una “zona bianca”, un tratto non definito. È lì che succedono le cose interessanti.
R4Forever: Usi ancora le mappe cartacee?
Marta: Sempre. Non per nostalgia, ma perché la carta ti costringe a scegliere. Non puoi zoomare all’infinito: devi interpretare, immaginare, fidarti. E poi la carta ha un odore, una consistenza. È un oggetto che ti accompagna, non un servizio che ti guida.
R4Forever: C’è un luogo che ti ha insegnato qualcosa sul concetto di orientamento?
Marta: Sì: un altopiano senza segnaletica, in Abruzzo. Ero convinta di sapere dove andare, ma mi sono persa. Invece di agitarmi, mi sono fermata. Ho ascoltato il vento, guardato le ombre, seguito una linea di alberi. Ho capito che orientarsi non è trovare la direzione giusta, ma ritrovare calma.
R4Forever: Se dovessi tracciare una mappa per chi viaggia in Renault 4, cosa ci metteresti?
Marta: Strade secondarie, ovviamente. Ma soprattutto:
• punti panoramici dove fermarsi senza motivo
• deviazioni consigliate ma non obbligatorie
• luoghi che non hanno un nome preciso
• spazi vuoti da riempire con ricordi personali
La R4 è un’auto che non ti porta: ti accompagna. È perfetta per una mappa emotiva.
R4Forever: L’ultima domanda: qual è la tua definizione di “sentiero perduto”?
Marta: È un sentiero che non compare più sulle mappe, ma che esiste ancora nella memoria di qualcuno. E quando lo ritrovi, non stai solo camminando: stai ricucendo una storia.