Ari, fotografa di borghi
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📷🏘️ Ari, fotografa di borghi
Tra pietre antiche e finestre aperte: l’arte di catturare l’anima dei luoghi
Intervista a cura di R4Forever
R4Forever: Ari, tu fotografi borghi. Non città, non paesaggi immensi: borghi. Perché questa scelta così precisa?
Ari: Perché nei borghi la luce non scappa. Rimbalza sulle pietre, entra nelle finestre, si infila nei vicoli. È una luce che racconta storie lente, quotidiane. Le città sono troppo veloci, i paesaggi troppo vasti. I borghi invece hanno la misura dell’essere umano. E della memoria.
R4Forever: Cosa cerchi quando arrivi in un borgo nuovo?
Ari: Cerco il silenzio. Non quello assoluto, ma quello che ti permette di ascoltare. Ogni borgo ha un suono diverso: passi sul selciato, stoviglie in una cucina, una radio lontana. Da lì capisco come muovermi. Poi cerco le linee: scale, archi, tetti. Sono loro che guidano la fotografia.
R4Forever: Hai un momento della giornata preferito per scattare?
Ari: L’ora in cui il borgo non sa ancora se svegliarsi o tornare a dormire. Può essere l’alba, può essere il tardo pomeriggio. È quel momento in cui la luce è morbida e la gente è distratta. Le foto migliori nascono quando nessuno si accorge di te.
R4Forever: C’è un dettaglio che non manca mai nelle tue foto?
Ari: Una porta. Aperta, chiusa, socchiusa. Le porte sono promesse: ti dicono che dietro c’è una storia che non conosci. E poi sono tutte diverse: legno consumato, vernice scrostata, maniglie improvvisate. Le porte sono i volti dei borghi.
R4Forever: Come si inserisce una Renault 4 nel tuo modo di fotografare?
Ari: Benissimo. La R4 non invade la scena: la completa. È un oggetto che appartiene ai borghi, come un pozzo o una panchina. Se la metti in primo piano, non ruba la scena: la racconta. È un ponte tra passato e presente. E poi ha linee semplici, pulite, che non disturbano mai la composizione.
R4Forever: Se dovessi dare un consiglio a chi vuole fotografare borghi, quale sarebbe?
Ari: Non cercate la foto perfetta. Cercate la foto vera. Una finestra aperta, un gatto che dorme, una sedia lasciata fuori da una porta. I borghi non sono scenografie: sono luoghi abitati. E la fotografia deve rispettare questo.
R4Forever: L’ultima domanda: cosa significa per te “fotografare un borgo”?
Ari: Significa entrare in punta di piedi in una storia che non è tua. E uscirne portando via solo la luce.